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Villa Arconati: la piccola Versailles milanese

Anche i milanesi hanno la loro Versailles. Villa Arconati si trova poco fuori dalla città, a Castellazzo di Bollate, immersa nel parco delle Groane (meraviglioso parco naturalistico).

Famosa soprattutto per i concerti estivi sotto le stelle, con un festival che porta il suo nome, Villa Arconati purtroppo negli ultimi decenni è stata abbandonata come tante altre meraviglie italiane. Negli ultimi anni, grazie al FAR (fondazione Augusto Rancilio) e all’opera di volontari, è iniziato un percorso di restauro e rivalutazione di questo tesoro nascosto alle porte di Milano.

 

Nel 700 era considerata una delle ville delizia più prestigiose della Lombardia. Una residenza alle porte della città dove i nobili, ospiti della famiglia Arconati, si ritrovavano per qualche giorno di villeggiatura. Il principale artefice della villa e del suo successo nel 700 fu il conte Galeazzo Arconati che investì molto sia nella villa che nel bellissimo parco che la circonda. All’interno adornò la villa con pezzi da collezionismo, degni di un vero cultore dell’epoca, tra cui il famoso Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci. Il codice Atlantico fu poi donato alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637, dove ancora si trova.

Troviamo nella villa, ancora oggi, la statua romana di Tiberio, detta Pompeo Magno, sotto la quale, la leggenda narra fu pugnalato Giulio Cesare. Sempre all’interno della villa la strepitosa sala da ballo ricamata di stucchi e dorature, trompe d’oeil, opera dei fratelli Galliari (pittori e scenografi all’epoca della Scala).

Tutto potrebbe lasciarvi a bocca aperta se non fosse che gli interni prestigiosi sono un po’ spogli, perché nei secoli Villa Arconati è passata attraverso molti proprietari che hanno venduto e lasciato andare i preziosi arredi. La fondazione conta con il tempo e i fondi raccolti di recuperare anche qualche pezzo d’arredo.

Villa Arconati è uno degli emblemi di una Milano che fu ben più splendente e colta di quanto la storia lasci intendere.

Uscendo e visitando il parco la meraviglia continua sostenuta anche dall’immaginazione di ciò che fu Villa Arconati all’apice dello splendore.

Per Galeazzo Arconati, il parco era la cornice perfetta per intrattenere i suoi ospiti con fontane, sculture, giochi d’acqua, piante ed animali esotici, seguendo appunto un percorso di delizia per il loro soggiorno.

I giardini alla francese, di elevato valore architettonico, erano all’epoca in Italia una vera novità.

La magnifica limonaia con la torre dell’acqua che riforniva attraverso meccanismi idraulici tutte le fontane del parco e i giochi d’acqua. Anche quest’opera era vera avanguardia per l’epoca e Galeazzo riprese il meccanismo da alcuni disegni di Leonardo.

Tra le passioni di Galeazzo c’era poi il teatro , ed oltre ad invitare spesso Carlo Goldoni a villa Arconati, creò dei veri e propri palcoscenici sparsi per il parco con quinte verdi sagomate, e ne contiamo ben 7, tra cui spicca sicuramente il teatro di Andromeda.

In un angolo nascosto del parco troverete poi un’enorme voliera dove venivano tenuti animali esotici, come appunto voleva il gusto dell’epoca per deliziare e stupire i suoi ospiti.

In questi giorni Villa Arconati ha riaperto dopo la chiusura invernale che è servita per continuare il percorso di restauro del complesso. Date un’occhiata al loro programma perché le visite guidate sono originalissime, infatti insieme a voi si mescoleranno personaggi in costume d’epoca che racconteranno la villa all’epoca del suo splendore.

Se poi vorrete approfondire quel velo di mistero che aleggia nell’aria vi consiglio il libro ” Delitto a Villa Arconati” di Franco Busato uno degli attori/volontari presenti nelle visite guidate, nonchè vere e proprie commedie, a Villa Arconati, ed esperto conoscitore del luogo.

La gita di primavera è servita!

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