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Due passi in via Manzoni: la corsia del giardino

Gli austriaci si sa sono ordinati e organizzati. Gli Asburgo a Milano, tra la fine del 700 e gli inizi dell’800, progettarono e attuarono un rinnovamento nel centro della città che mirava, nel caso di via Manzoni, a farne una strada di rappresentanza dell’aristocrazia milanese.

La zona era ricca di aree verdi rinchiuse all’interno di conventi. Gli Asburgo attraverso varie riforme e la soppressione degli ordini contemplativi, liberarono l’area e qui sorsero, ex novo o su strutture già esistenti, le belle dimore neoclassiche dell’aristocrazia milanese.

Ad opera dei più importanti architetti dell’epoca sorsero, infatti, numerosi palazzi nobiliari che dietro la sobrietà e l’eleganza delle loro facciate nascondevano meravigliosi cortili e giardini. Ecco perché questa famosa via, fino al 1874, si chiamava Corsia del Giardino. Nel 1874, dopo la morte di Alessandro Manzoni, gli fu dedicata.

La prima parte della via che va da Piazza della Scala a Via Montenapoleone è la sede di prestigiosi palazzi storici che ospitarono avvenimenti cruciali della storia italiana o che nascondono tesori  d’arte, testimonianze di un passato ormai perduto…

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere un’elegante signora con guanti, cappello e gioielli che scende da una sontuosa carrozza. Potremo rivedere Carlo Alberto nel 1848 reduce da Custoza affacciarsi da palazzo Brentani Greppi (al n°6, oggi Banca commerciale) e tenere a bada la folla dei patrioti milanesi.

Al n°10 nel palazzo Anguissola potremo incontrare Garibaldi che attende di incontrare Vittorio Emanuele II.

Al n°12 potremo incontrare Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Sempre al n°12, al Don Lisander, (per chi non mastica il milanese è Don Alessandro, il caro Manzoni era molto amato dai milanesi e questo era il suo quartiere) pranzeremo nella sala allestita direttamente nella cappella privata di Rosa Trivulzio, la mamma di Gian Giacomo.

Al n°30 il Palazzo Gallarati Scotti e i suoi cortili con fontane.

Al n°29, dall’altro lato della strada, il Grand Hotel et de Milan. Entreremo nel più antico albergo di lusso (progettato nel 1863) “Appositamente costruito secondo i bisogni e i comodi richiesti dal progresso dell’epoca”. Potremo quindi fare un giro sull’ascensore Stieger, inviare una lettera o telegrafare (oggi è preistoria, all’epoca era lusso vero). Incontreremo Giuseppe Verdi che negli ultimi anni passava l’inverno nella suite 105 e lì morì il 27 gennaio del 1901.

Nei giorni precedenti la sua morte, vedremo via Manzoni e le strade vicine cosparse di paglia, per evitare che lo scalpitio dei cavalli e il rumore delle carrozze ne potessero disturbare il riposo.

Da via Montenapoleone inizia il quadrilatero della moda, e quindi la sfilata delle boutique di lusso. Possiamo indossare di nuovo abiti più moderni.

Al n°42 c’è la galleria che porta al teatro Manzoni. Nel 1943 il vecchio teatro sociale della città fu distrutto (si trovava in piazza San Fedele) e quindi nel 1950 fu costruito il teatro Manzoni che doveva sostituirlo.

Di fronte alla galleria del teatro troveremo la lunghissima facciata settecentesca del gioiello palazzo Borromeo D’Adda che nasconde un giardino meraviglioso (se riuscite ad entrare e sbirciare ne rimarrete estasiati). Va dai numeri 39 al 45. Qui Stendhal fu invitato a colazione da Febo D’Adda che fece di Stendhal un ammiratore eterno e incondizionato di Milano.

Al n°41 la corte d’onore con il portico che sfocia nel famoso giardino. La scalinata descritta da Stendhal esiste ancora e al piano nobile vivono ancora i discendenti di Febo D’Adda.

Al n°45 il circolo dell’Unione Ex Casina de Nobili, che gli austriaci credevano fosse una camera segreta della rivoluzione.

Alla fine della via troviamo l’antica Porta Nuova che divide via Manzoni da piazza Cavour (a Milano abbiamo due porta Nuova!). Delimita e racchiude via Manzoni, con i suoi archi gemelli affiancati da torri a strisce. La porta fu riedificata nel 1171 dopo l’assedio di Barbarossa e restaurata 150 anni dopo da Azzone Visconti che fece inserire sopra gli archi il tabernacolo della Madonna con Bambino e Santi.

La passeggiata nella Corsia del Giardino è terminata. Ora si può continuare con un po’ di shopping nel quadrilatero della moda o con una mostra d’arte al vicino museo della permanente in via Turati. Altrimenti tornate all’inizio della via e provate a visitare le Gallerie d’Italia, che oltre ad allestire belle mostre, offrono un ingresso degno del più bel neoclassicismo milanese.

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