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L’Hygge milanese a Dicembre

Provateci voi a mettere in pratica i consigli Hygge, a Milano, a dicembre.

Le candele sono belle, rilassanti e magari anche profumate, ma dopo una giornata in ufficio, tra chiusure di anno, bilanci, previsioni e budget, traffico milanese impazzito, corse per i regali di Natale, si, dopo tutto questo, la vostra casa rischierà di andare a fuoco, per una candela profumata, come la casa dei vicini di Anna Shirley.

Vogliamo poi parlare dell’usanza Hygge di portare torte in ufficio per fare team? Le alternative per la milanese tuttofare sono due:

  • preparerà la torta e il giorno dopo in ufficio i colleghi finiranno intossicati al pronto soccorso
  • si affiderà ad una buona pasticceria per non sfigurare con il capo e il team

La filosofia Hygge che pare in Danimarca si respiri ovunque, a Milano secondo me è impraticabile. Soprattutto a Dicembre (io per esempio questo post l’ho scritto una ventina di giorni fa, e secondo voi sono riuscita a pubblicarlo prima?).

Le bevande calde e coccolose a Dicembre sono bandite, perché sono rimpiazzate da vino, spumante o qualsiasi altro tipo di alcolico. Perché si sa a Milano i brindisi per salutarsi e augurarsi buone feste non sono mai abbastanza (che poi è solo un giorno, ma questa è un’altra storia) e soprattutto per brindare non si è mai troppo in anticipo. Quindi a Milano si inizierà almeno un mese prima.

L’atmosfera delle lucine calde, sobrie, natalizie, sono le nostre luminarie prepotenti e accecanti delle vie dello shopping e dei navigli.

I Danesi sono soliti poi uscire dal luogo di lavoro alle 17 in punto per godersi affetti e famiglia…A Milano alle 17 nessuno uscirà mai dall’ufficio per andare a casa a giocare con l’adorata figlia. E anche senza figli non uscirà mai dall’ufficio, alle 17.

Si, è bello pensare di potersi rinchiudere tra le quattro mura rassicuranti della propria casetta, aprire le caselle del calendario dell’avvento, sfornare torte, bere bevande calde, mettersi sul divano con un plaid e leggere un buon libro, guardare un film o ascoltare della musica, aspettando con serenità il Natale.

Ma non è così.  A Milano, molto probabilmente, saremo nella nostra casa che di giorno in giorno si trasforma in un campo di guerra, fatto di pacchetti e pacchettini, a fare telefonate per organizzare le ultime cose prima del fatidico giorno, a chiudere presentazioni di lavoro prima dei fatidici 10 giorni di vacanza che inizieremo a detestare perché ci faranno correre ancora di più e, in tutto questo, caricheremo lavatrici e scalderemo cene.

Il libro sull’Hygge è bello però. Come una favola rassicurante. Sai che esiste un’altra realtà. E come diceva il saggio Winnie the Pooh “Non si scrive, si prova”. Buon 2018!(per fortuna dicembre è finito e se ne riparla tra un anno).

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