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Il museo della scienza e della tecnologia: per grandi e piccini

Questo museo solitamente è uno dei primi che viene visitato dai bambini di Milano grazie ad una gita scolastica. Quando ero piccola si chiamava il museo della scienza e della tecnica ed è stata, appunto, una delle mie prime gite alle elementari.

Poco tempo fa ho deciso di rivederlo, con nipotino a seguito, e ho scoperto che se per i bambini è una scoperta adrenalinica, per noi adulti è una piacevole conferma e una scoperta con occhi diversi. I bambini, infatti, impazziranno totalmente per toccare, schiacciare e provare tutte le invenzioni che hanno fatto la storia della tecnologia e gli adulti giocheranno e impareranno cose nuove con loro.

Il museo intitolato a Leonardo da Vinci è enorme e ci si potrebbe passare un’intera giornata tra scoperte scientifiche e tecnologiche. Altrimenti si può decidere di affidarsi ai percorsi tematici, indicati su un grazioso depliant azzurro che vi verrà consegnato all’ingresso, e passare qualche ora veramente piacevole.

Camminerete tra i modelli di Leonardo costruiti da architetti sulla base dei suoi disegni, tra centrali termoelettriche, auto d’epoca, pc che solo a vederli fanno subito preistoria, dinamo dell’800, detector magnetici, forni per l’acciaio e mille meravigliose invenzioni della storia tecnica e tecnologica.

Uno degli aspetti più belli di questo museo è che si può toccare tutto. Provare, schiacciare e tastare. Oltre a meravigliosi laboratori a tema per bambini (date un’occhiata al programma del museo perché è sempre ricchissimo di iniziative).

La sezione della visita che però farà sbalordire grandi e piccini, per me, è quella dei padiglioni esterni dove si possono vedere le locomotive che collegavano tutta l’Italia a fine 800, la sala da ballo  e il ponte di comando del Transatlantico Conte Biancamano, la nave scuola Ebe, il deltaplano Stratos, aerei da caccia, elicotteri con tanto di simulazione di volo (stando ancorati a terra schiacciando pulsanti e muovendo leve) e il sottomarino Toti (visitabile anche all’interno su prenotazione).

Proprio il sottomarino Toti è il protagonista della storia di oggi, o meglio la storia che vi racconterò è quella del suo arrivo a Milano. Una storia  dei primi anni del 2000 che ha tenuto con il fiato sospeso e la meraviglia tanti italiani. Un’impresa titanica, quasi impossibile.

Il sottomarino Toti fu il primo sommergibile italiano costruito dopo la seconda guerra mondiale (non proprio lodevole, visto che si era durante la guerra fredda).

Dopo più di 30 anni di onorato servizio fu donato dalla Marina Militare alla città di Milano. E qui iniziò l’avventura. Detto fatto. Ma il viaggio durò cinque anni. Augusta-Milano 5 anni per 350 tonnellate di peso.

Il sottomarino Toti emerse dalle acque del porto militare di Augusta nel novembre 2000 e dopo vari restauri fu trainato al porto di Taranto. Da Taranto risalì il mar Adriatico è giunse al delta del Po nei pressi di Chioggia. Sui canali si radunarono folle di persone per vederlo passare e il sommergibile raggiunse, risalendo il Po, Cremona nel maggio del 2001.

Gli studenti del Politecnico di Milano studiarono il modo per trasportarlo fino a Milano e lo alleggerirono di qualche tonnellata, perché la rete fluviale e i navigli di Milano non avrebbero mai potuto contenerlo.

Quattro anni dopo, grazie anche al reggimento Pontieri di Piacenza, fu trasportato fino a Milano via terra. 62 metri di lunghezza, 7 metri di altezza e 240 ruote per sostenerlo.

Per permettere il suo passaggio a Milano furono rimossi semafori, cavi elettrici, marciapiedi e finalmente, la notte del 13 agosto 2005, fra l’entusiasmo della folla giunse in via San Vittore.

Adesso è lì, è un gigante. Un gigante placido e buono. E vi assicuro che vi farà spalancare gli occhi. Gli occhi dei grandi e dei piccini.

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