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Milano e la fashion week

In questi giorni a Milano c’è la MFW (Milano fashion week per gli inesperti e i marziani) e la città è nel caos più totale. Ma Milano può essere anche altro in questa settimana. Abbiamo la scelta. Possiamo scegliere, infatti, di farci coinvolgere dalla girandola della fashion week, tra brindisi e feste.

Possiamo altrimenti, sempre scegliendo, ripararci nei quartieri più popolari, facendo una passeggiata sui navigli meno famosi e più periferici, magari in bici. Possiamo scegliere una visita in una delle abbazie nei dintorni di Milano (Chiaravalle, Morimondo, Mirasole etc.). Possiamo scegliere di visitare una delle installazioni tra arte e multimedialità nel cuore della città (Milano XL). Possiamo scegliere una mostra (e anche su questo abbiamo l’imbarazzo della scelta).

E poi possiamo scegliere la moda che a Milano è di casa.  E abbraccia con calore tutta la città. E a noi milanesi non dispiace.

(Poi naturalmente ci lamenteremo del caos, del traffico, del negozio prediletto che è preso d’assalto e bla, bla, bla…).

La verità è che Milano senza caos non è Milano. Quello che è accaduto l’altra sera alla fine della sfilata di Versace mi ha commossa. Perché l’omaggio a Gianni Versace ha celebrato anche la mia città. Dove tutto ha avuto inizio. Le top model degli anni 90, le muse di Gianni, erano di nuovo in passerella.

Gianni Versace a Milano ha iniziato ad esprimere il suo genio che poi ha contagiato tutto il mondo. Ha portato sulle passerelle bellezze inarrivabili con abiti da sogno. Ha mostrato, con le sue provocazioni, anche alla “casalinga disperata”, che un universo sensuale e patinato esiste. Ha mostrato che il mondo dell’alta moda non è fatto solo di signorine magrissime e serissime fasciate in abiti bon ton. Ha mostrato al mondo che Lady Diana, pur essendo una principessa, non vestiva necessariamente come la principessa Grace di Monaco, elegantissima ma più classica. La provocazione, il sogno, l’eccesso.

Questa città ti da tanto. Tante opportunità, tanti sogni che quasi li puoi toccare. E con tenacia li puoi realizzare.

Gianni ha realizzato i suoi sogni e ha portato la sua moda “spudorata” ai massimi livelli e tra i comuni mortali. Gli articoli di settore parlerebbero di avvento della moda di massa o del pret a porter. Gianni, per me, è l’uomo che ha messo in una vetrina un sogno, rendendolo però accessibile anche alla gente comune. Ha sdoganato l’alta moda come privilegio di pochi e l’ha reso un argomento di piazza, un argomento di cui parlare, discutere e indignarsi per le provocazioni e gli eccessi. Ha sdoganato l’alta moda dalla hight society e l’ha regalata a tutti. E’ anche grazie a lui se oggi possiamo scegliere di imbucarci ad una festa della fashion week o continuare ad essere delle “casalinghe disperate”, ma questa volta consapevoli.

 

 

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