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Gioielli che passione!

Al museo Poldi Pezzoli, una casa museo tra le più interessanti di Milano, ci sono in scena, fino a fine marzo, i gioielli italiani del secolo scorso.

La rassegna luccicante e abbagliante ci mostra, con una scelta di 150 pezzi, come la creatività italiana in questo settore sia passata dalla prima metà del ‘900, prendendo spunto dalla produzione francese, alla seconda metà del secolo scorso, diventando il riferimento della produzione orafa internazionale, decretando, una volta per tutte, anche in questo settore, la nascita del made in Italy.

La mostra curata da Melissa Gabardi è divisa in sezioni cronologiche e, per ogni decennio, sono esposti pezzi che hanno segnato un’epoca storica di un secolo abbastanza vorticoso e pieno di stili diversi.

Ad esempio gli anni ’40 sono rappresentati da Cusi, Chantecler e Illario: il design è condizionato dalla guerra, soprattutto nella scelta dei materiali (poco metallo prezioso) e nelle forme.

Gli anni ’60 e ’70 con Bulgari e la sfida ai grandi gioiellieri francesi e finalmente il gusto italiano influenza quello internazionale.

Gli anni ’80 e ’90 sono l’affermazione e l’incontestabile successo del made in Italy. Infatti è un’epoca con un consumo massiccio di prodotti preziosi: gioielli da portare da mattina a sera con Pomellato, Ciò Caroli e Rivière.

La sezione della mostra che però metterà in serie difficoltà i vostri occhi, sarà quella dedicata agli eventi scaligeri. Gioielli indossati da artiste, reali, dive di Hollywood e alta società milanese e italiana. Parure dalle mille luci, toilette del dopoguerra dal lusso più sfrenato…(infatti c’erano le contestazioni fuori dal teatro. Le pellicce arriveranno poi…)

Un’altra sezione della mostra degna di nota è quella dedicata alla scuola di Padova, riconosciuta come centro di tendenza e innovazione nel mondo del gioiello.

Ah dimenticavo… anni ’30 e non solo, Buccellati, unico e per sempre mio grande amore.

La mostra insomma è grandiosa e provocherà danni irrevocabili ai vostri occhi e al vostro desiderio di agghindarvi con uno dei pezzi esposti.

Se poi ci mettiamo che è ospitata in un luogo che è un piccolo e meraviglioso scrigno prezioso nel cuore di Milano allora bisognerà per forza cogliere l’occasione.

Infatti, il museo Poldi Pezzoli, voluto fortemente dal buon Gian Giacomo, dopo aver ereditato il patrimonio del padre, è uno scrigno di oggetti d’arte e collezionismo. Armi e armature d’epoca, dipinti, sculture, ceramiche, tappeti, tessuti, oreficeria (si, ancora!) e orologi.

Gian Giacomo Poldi Pezzoli, dopo averli collezionati per una vita intera, li lascia con un testamento a beneficio pubblico in perpetuo. In poche parole nel 1881 diventa un museo pubblico. Durante la guerra, nell’estate del ’43 viene quasi completamente distrutto dalla bombe, ma per fortuna il comune di Milano mette in sicurezza tutte le opere d’arte e le ricolloca, dopo una sapiente restaurazione, nel palazzo.

Da non perdere la bella fontana di marmo che un tempo era sovrastata da un superbo lucernario (ahimè la guerra…) di vetri colorati. La luce sull’acqua oggi la possiamo solo immaginare ma la fontana c’è ed è grandiosa.

Delle 27 sale, alcune moderne, alcune stile ‘800, troverete svariate collezioni. Nel salone dorato avviene però la magia, con il ritratto di donna di Pietro Pollaiolo, simbolo del museo.

Dalla finestra del salone dorato potrete anche sbirciare il meraviglioso giardino del palazzo. E’ un giardino nascosto, come voleva la tradizione delle abitazioni signorili del centro di Milano (i cortili nascosti di via Manzoni, infatti la via si chiamava Corsia del Giardino, ma questa è un’altra storia…).

Poi ci sono le armi e le armature che sono state il vero grande amore di Gian Giacomo il collezionista. Infatti per la collezione aveva fatto allestire da uno scenografo del teatro alla Scala una meravigliosa sala medievale. Dal 2000 le armi e le armature sono esposte nelle sala progettata da Arnaldo Pomodoro. Alzate gli occhi al soffitto e ammirate, prego.

 

Giretto domenicale? Post ufficio per relax culturale? Fateci un salto e il premio saranno i gioielli nel gioiello.

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