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Amore & carta

Qualche tempo fa ho visto un film interamente ambientato in uno dei miei luoghi milanesi del cuore: Villa Necchi Campiglio.

Il film, “io sono l’amore”, è un po’ particolare e racconta la vita di una famiglia agiata, i Recchi, con le consuetudini e le regole che contraddistinguono il mondo dell’alta borghesia industriale milanese.

Un mondo lontano, fatto di imperturbabilità apparente per una certa educazione e per estrazione sociale. Nel proseguimento della visione però, il gelo apparente, per alcuni personaggi, inizia sciogliersi e sconvolge la vita della famiglia.

Il film non ha avuto molto successo nelle sale, ma il messaggio finale, o almeno quello che io ci ho letto, mi è piaciuto molto. L’amore che scioglie il gelo e fa risvegliare la parte più bella e creativa della nostra anima.

In questa magnifica villa, nel cuore di Milano (qui il mio post), si è tenuta una delle mostre più interessanti che ho visto negli ultimi anni nella mia città: “La moda di carta” con le creazioni di Isabelle De Borchgrave.

Nella stupenda cornice di Villa Necchi Campiglio sono stati esposti i vestiti di carta creati da questa artista, con modelli che coprono il periodo dal 1880 al 1930. L’epoca e’ stata scelta per avere una continuità con l’ambiente che la circonda, infatti, la villa progettata da Portaluppi è degli anni 30 del secolo scorso e i vestiti in scena si accordano perfettamente con l’ambiente che li circonda.

Con la carta, Isabelle De Borchgrave, ricrea velluto, seta, ricami, voile, raso…Parte da un semplice foglio di carta, su cui interviene con la pittura, con le mani, con l’acqua. Con la pittura riproduce effetti di velluto o seta e aumentandone lo spessore crea nuove texture; con le mani la carta viene pressata, curvata, plissettata, arricciata, stropicciata, trasformata; con l’acqua si modificano consistenza e colori e si ottengono trasparenze e motivi.

Il risultato è eccezionale e a volte, anche avvicinandosi molto agli abiti, è difficile sostenere che siano di carta.

 

In questa esposizione c’erano solo due abiti che non erano racchiusi nel periodo detto prima ed erano quelli di Elisabetta I e Maria Antonietta (nella magnifica cornice di stanza De Micheli).

Isabelle De Borchgrave, infatti, non crea modelli di sua fantasia ma ripropone in carta, modelli che vanno dal Medioevo fino ai giorni nostri, studiando e osservando dipinti, foto e dove possibile l’originale.

Nella Villa Necchi Campiglio troviamo i modelli  di Fortuny (molto in voga a fine ottocento), Dior, Worth e modelli di sarti che erano in voga tra fine ottocento ed inizi novecento.

Isabelle De Borchgrave non crea dei modelli di sua fantasia, vero. Però l’amore e la passione per la pittura e la carta, insieme alla sua creatività, hanno trasformato la sua vita e l’hanno portata fino ad uno dei luoghi più belli e romantici di Milano. L’amore trasforma la vita. Ognuno ha il suo.

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