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Evviva Sant’Ambroeus

A Milano si aspetta Sant’Ambrogio quasi più che Natale, perché, spesso, è il primo vero ponte festivo utile per una mini vacanza dopo l’estate, e poi perché, dal 7 dicembre, si accendono le luci di Natale e ci si può immergere nello shopping selvaggio dei mercatini.

Per chi gode del ponte festivo battezzando le piste da sci, auguro tanta neve. Per chi resta in città o si trova a Milano per qualche giorno, auguro tanti bei mercatini ed eventi scintillanti.

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Il mercatino di Milano più antico è “Oh bej oh bej!”. Non è più quello di una volta, però ne resta la tradizione (info storiche qui). Da qualche anno si è trasferito su Foro Bonaparte, costeggiando il Castello Sforzesco, e le bancarelle illuminate offrono mercanzie di tutti i generi e pensierini da mettere sotto l’albero.

Un altro evento che è sinonimo, da qualche anno, della settimana di Sant’Ambrogio e che ormai attira gente da ogni posto è “L’artigiano in fiera” che si trova alla nuova fiera di Rho Pero.

Ci sono poi tanti piccoli mercatini che colorano la città e la rendono ancora più vivace, se possibile.

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Il mercatino del gusto in piazza Elsa Morante (nuovo quartiere ex Fiera Amendola), La Fonderia Napoleonica Eugenia che ospiterà il mercatino ecosostenibile (Bello!) e il “Lekker Market Xmas edition” che vi stupirà.

E poi i soliti e insoliti banchetti nei dintorni del Duomo e dei Navigli, tra dolci, cibo di strada, libri e artigianato artistico.

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Oltre ai mercatini, Sant’Ambrogio significa anche la prima della Scala, il momento mondano con sfilate e flash per le mise più ricercate, le contestazioni più folli ma, soprattutto l’inizio di una nuova stagione nel tempio dell’opera, per gli amanti di quest’arte. Quest’anno aprirà la stagione Puccini: Riccardo Chailly dirigerà La Madama Butterfly (Oh Puccini!).

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E infine vi lascio un altro indirizzo della tradizione milanese che non passerà mai di moda: Cova, la pasticceria, certo! Si trova in via Montenapoleone ed è stata fondata nel 1817. Ci andava ad ordinare il panettone un certo Giuseppe Verdi, esigendo che fosse sfornato e scelto dal capo pasticciere.

Non pretendiamo quello del capo pasticciere, ma ordiniamolo se siamo nei paraggi, altrimenti senza il panettone che Natale sarà?

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