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E’ l’ora dell’aperitivo

Esiste un posto a Milano che racconta attraverso comunicazione, arte e design uno dei passatempi preferiti dai milanesi: l’aperitivo.

La galleria Campari (in verità a Sesto San Giovanni, ex periferia milanese e quartiere dormitorio negli anni 60, vedi la grande industria alle porte di Milano) ci racconta come da oltre 150 il marchio Campari sia legato a doppio filo con la città di Milano, attraverso l’avanguardia, l’evoluzione, la comunicazione e l’arte.

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Con una visita guidata (guarda qui), completamente gratuita, si ha la possibilità di conoscere tutto il mondo di questo marchio storico e passare un paio d’ore in compagnia di curiosità varie e bellezza. Il percorso, raccontato da guide esperte, vi stupirà e per certi oggetti e manifesti vi farà tornare ai ricordi d’infanzia.

La sede attuale risale al 1904 ed è stata sapientemente ristrutturata dall’architetto Botta nel 2009, donandole una veste più contemporanea senza farle perdere il fascino di ex fabbrica di produzione del famoso aperitivo rosso.

Il percorso della visita vi porterà in giro per le stanze tra oggetti tipici del mondo dei bar (bicchieri, shaker, apribottiglie) di ieri e di oggi, gadget anni ’50 da bar, tutte le versioni delle bottiglie Campari nella storia e insegne pubblicitarie che ci raccontano come il marchio Campari sia diventato riconoscibile da tutti grazie ad un linguaggio quotidiano e sapienti strategie di marketing.

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Durante il percorso sarete affascinati anche dal rapporto di Campari con l’arte, il design e la comunicazione.

Infatti, troviamo oggetti di designer molto famosi che hanno celebrato il marchio.Tra questi a me piace molto la lampada Campari Light di Ingo Maurer (esposta all’interno della galleria, in una sala arredata come un bar di altri tempi).

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E poi ci sono gli artisti che hanno prestato la loro opera ai manifesti pubblicitari esposti. Negli anni 20 c’è Dudovich con il suo “Bacio appassionato”e Cappiello con “lo Spiritello”.

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Negli anni 30 Fortunato De Pero, futurista che disegna la bottiglietta del Campari Soda (la prima bevanda premiscelata commercializzata al mondo).

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Nel 1964 con il suo “manifesto di declinazione grafica del nome Campari”, Bruno Munari entra in scena in occasione dell’inaugurazione della prima linea metropolitana milanese (l’opera oggi la troviamo al MOMA di NY).

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E poi al cinema con Federico Fellini che negli anni 80 firma uno spot televisivo.

Tutto questo e molto altro ancora in poco meno di due ore, ben spese per me. Troverete un intreccio di brillanti intuizioni, di immagini, di oggetti da collezione attraverso la storia di Campari. Sopra tutto spicca il rapporto di Campari con la città di Milano, il suo vivere a ritmo accelerato e moderno, gli artisti che l’hanno frequentata e il design metropolitano (tra l’altro hanno da poco inaugurato sempre a Sesto S.G. una serie di Murales creati da giovani artisti che ci ripropongono in chiave contemporanea i manifesti storici del marchio).

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Alla fine della visita se vi è venuta voglia di un Campari, un americano, Neuroni o Sbagliato che sia, avete due opzioni, fermarvi nel giardino della Galleria dove c’è la storica villa Campari (ex sede di rappresentanza della famiglia Campari) che rispetta l’ora dell’aperitivo (eccola qui) oppure correre in galleria dove c’è lo storico Camparino!

A voi la scelta, ma che sia aperitivo, siamo a Milano.

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