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Ho visto un re! Sa L’ha vist cus’è?

Fino al 23 ottobre, a Palazzo Reale, gratuitamente, va in scena negli appartamenti del Principe la mostra “Ho visto un re”.

Tutte le opere, dei 9 artisti che espongono, sono in alcantara, materiale utilizzato dall’industria automobilistica fino alla moda, ed ora questo materiale vellutoso che prende il nome dall’omonima fabbrica che lo produce, entra a pieno titolo nell’arte contemporanea.

La mostra è giocosa e caleidoscopica. Vederla è stato come aprire e sfogliare un libro di fiabe ed è stato tornare un po’ bambina. Si può infatti toccare e provare quasi tutte le opere esposte.

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Le opere sono state pensate e realizzate appositamente per le stanze dell’appartamento del principe di Palazzo Reale.

Troviamo “Il principe e il ranocchio”che è una fontana rivestita in alcantara, nella cui acqua ognuno di noi si può specchiare interpretando il ruolo del principe o della principessa.

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“Il re nudo”con le sei figure degli scacchi in proporzioni umane, agghindate con accessori in alcantara.

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“Giochi per un principe” grandi volti stilizzati si sovrappongono tra loro, rivestiti, si certo in alcantara, perimetrando la sala e al centro un grande paravento anche questo composto da profili del principe però anche specchiati oltre che nel materiale vellutoso.

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“Frange reali” (spettacolare) con tante frange in alcantara che riscoprono le pareti e i pavimenti della sala e, proprio le frange, ci ripropongono i motivi di un’altra sala degli appartamenti del Principe.

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“Notti a palazzo” che crea un nido familiare, con un enorme letto che l’artista ha ereditato da sua nonna (leggete la storia sul volantino distribuito nella sala…emozionante), circondato da un enorme separé in alcantara con motivi intrecciati come i cestini di paglia.

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“Ci ha visto un re” un labirinto degno delle più belle fiabe, articolato e che impedisce di raggiungere la guardia reale che spunta al di sopra dai cespugli e dalle mura, anche queste in alcantara.

Insomma, la mostra è da vedere ed è per grandi e piccini o per grandi con il cuore da piccini.

Il titolo è un omaggio alla celebre canzone di Jannacci che con il suo ritmo scanzonato è un’ironica presa di posizione contro l’arroganza dei potenti.

Con questo spirito, con le opere degli artisti in scena e con le suggestioni delle fiabe ci riappropriamo di uno spazio che una volta era destinato solo a pochi. Oggi ci viene restituito gratuitamente, oggi è di tutti, con un vestito più contemporaneo.

 

Dai dai, conta su…ah be, sì be….
– Ho visto un re.
– Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un re!
– Ah, beh; si`, beh.
– Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
– Povero re!
– E povero anche il cavallo!
– Ah, beh; si`, beh.
– è l’imperatore che gli ha portato via
un bel castello…
– Ohi che baloss!
– …di trentadue che lui ne ha.
– Povero re!
– E povero anche il cavallo!
– Ah, beh; sì, beh.
– Ho visto un vesc…
– Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un vescovo!
– Ah, beh; si`, beh.
– Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
– La mano di chi?
– La mano del sacrestano!
– Povero vescovo!
– E povero anche il sacrista!
– Ah, beh; si`, beh.
– e` il cardinale che gli ha portato via
un’abbazia…
– Oh poer crist!
– …di trentadue che lui ce ne ha.
– Povero vescovo!
– E povero anche il sacrista!
– Ah, beh; si`, beh.
– Ho visto un ric…
– Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un ricco! Un sciur!
– S’…Ah, beh; si`, beh.
– Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go, ed ogni goccia andava…
– Deren’t al vin?
– Si`, che tutto l’annacquava!
– Pover tapin!
– E povero anche il vin!
– Ah, beh; si`, beh.
– Il vescovo, il re, l’imperatore
l’han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ce ne ha.
– Pover tapin!
– E povero anche il vin!
– Ah, beh; si`, beh.
– Ho vist un villan.
– Sa l’ha vist cus’e`?
– Un contadino!
– Ah, beh; si`, beh.
– Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore,
persino il cardinale, l’han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di kaki
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
– E po`, cus’e`?
– Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale…
– Pover purscel!
– Nel senso del maiale…
– Ah, beh; si`, beh.
– Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
– Ma sa l’e`, matt?
– No!
– Il fatto e` che noi villan…
Noi villan…
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

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