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Caro diario, ieri e oggi: ma si ancora ieri!

Sembra che sia tornato di moda tenere un diario, scrivere sulla carta pensieri, incollare foto e disegnarci sopra. Appuntare e sognare.

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Per stare al passo coi tempi dovrei parlarvi di stili di journaling ma mi sono accorta che assomiglia, anzi è, in versione più adulta il vecchio caro diario di scuola o personale che tutti abbiamo avuto, più intimo o più pratico ma sempre un diario.

Io ho avuto, durante gli anni scolastici, tutta una serie di Smemoranda che alla fine dell’anno diventava una valigia da tanto era piena zeppa di foto, ritagli di giornale e biglietti. All’interno c’era ben poco spazio per il planning scolastico perché era occupato tutto da frasi di canzoni, frasi di romanzi, poesie, pensieri e date da ricordare contrassegnate da vari simboli ed iniziali di nomi. Ora però ho appreso che si chiama scraptbook…Si va bene ma è sempre un diario, più decorato che scritto ma comunque un diario.

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(A proposito se volete sapere cos’era la smemorando negli anni 90 leggete anche questo:)

Lo smartphone degli anni ’90: la SMEMORANDA

 

Anche Zelda Fitzgerald andava pazza per gli scraptbook e se si ha la fortuna di vederli pare siano pieni di biglietti, ciocche di capelli, cartoncini segnaposto, telegrammi, appunti e foto.

Quando poi si diventa più adulti si passa all’agenda che ha come tormentone del momento il sistema del bullet journal, ovvero una tecnica ben precisa,inventata da un americano alquanto smemorato, una tecnica piena di simboli per organizzare appuntamenti, impegni e vita.

Pare, infatti, che tenere un diario-agenda possa avere anche un vero e proprio scopo terapeutico. Per esempio, nel caso di persone con problemi di amnesie può aiutare a far affiorare ricordi di cui si sono perse le tracce, come nel film “Ti ricordi di me?” dove la protagonista Beatrice porta sempre con sé un grande quaderno rosso per annotarsi ogni avvenimento e attaccare foto per non perdere ricordi o persone a causa delle sue frequenti perdite di memoria.

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Si è vero alla fine si diventa adulti ma se la carta ci emoziona e scrivere con una penna anche, in realtà non smettiamo mai di farlo. Forse rispetto alla Smemoranda dei 15 anni attaccheremo qualche ritaglio di Cioè in meno, ma sarà rimpiazzato dal biglietto di una mostra d’arte, da un disegno scarabocchiato, da una foto bella che amiamo molto.

Mi fa sorridere in questo momento scrivere sul blog perché prima ho scritto di getto su un pezzo di carta (no scusate sul mio quaderno delle tracce). E mi fa anche tanto sorridere che in un mondo di diari digitali con Facebook,Blog vari etc. ci sia un esplosione di taccuini ed agente nelle librerie.

Però, eh si proprio un gran però…Nell’ultimo libro e film Bridget Jones scriveva su un I Pad il suo diario…Bridget io ti adoro ma non sei al passo con i tempi!

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E voi come organizzate i vostri impegni e pensieri? Notebook o Journaling?

Moleskine, Midori, Fabriano, Paper Banks, la vecchia cara Smemoranda o semplici quaderni?

 

 

 

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